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iPhone 3G modificato in Giappone per evitare le foto upskirt

23
Jul

Sembra che Apple sia stata costretta a modificare il software degli iPhone 3G destinati al mercato giapponese, per fare in modo che non sia disattivabile, nemmeno con il cellulare in modalità silenziosa, il suono che viene riprodotto quando si scatta una fotografia.

In Giappone la quasi totalità dei telefonini venduti si contraddistingue ovviamente per questa caratteristica, imposta alle case produttrici per scoraggiare e rendere più difficile fra gli utenti di sesso maschile la pratica molto diffusa della upskirt photography, ovvero le riprese fotografiche della parte inferiore di una figura femminile vista dal basso verso l’alto, in modo da evidenziarne la sottoveste, la biancheria intima se non le nudità, il tutto ovviamente all’insaputa del soggetto immortalato.

fonte: puntocellulare.it

Giappone, governo evidenzia rischi da lenti contatto colorate

13
Jul

Molte giovani donne giapponesi cambiano le lenti a contatto colorate molto spesso, ma il governo potrebbe introdurre delle restrizioni sulle vendite del particolare accessorio, dopo i numerosi casi riscontrati di danni agli occhi.

In uno studio patrocinato dal ministero dell’Industria, gli oculisti hanno rilevato circa 170 casi di danni alla vista in un periodo di due anni e mezzo, tra coloro che hanno fatto uso di lenti a contatto colorate senza prescrizione.

In diversi casi, i pazienti sono stati ricoverati in ospedale per una notte e alcuni hanno rischiato di perdere la vista, secondo quanto riferito da una nota dell’Istituto Nazionale di Tecnologia e Valutazione (Nite).

Le lenti a contatto colorate sono in commercio in molti paesi, ma sono milioni quelle in circolazioni in Giappone, dove le ragazze ne fanno largo uso per far sembrare più grandi i propri occhi all’insù.

Attualmente vengono vendute nelle profumerie e su Internet, piuttosto che nei negozi di ottica autorizzati.

“Vediamo che gli stranieri hanno gli occhi di tanti colori diversi, ma i giapponesi hanno gli occhi marroni o neri”, ha detto Kanako Tsutsumi, studentessa di 20 anni che usava spesso le lenti finché non ha scoperto che potrebbero causare seri danni agli occhi. “Mi piacevano le lenti colorate perché ho i capelli neri e pensavo che le lenti grigie mi avrebbero dato un tocco alla moda”, ha aggiunto.

“Le persone suppongono che le lenti colorate abbiano gli stessi standard di quelle per cui serve una prescrizione, se sono fatte dalle stesse aziende”, ha detto Satoshi Nagata, ricercatore al Nite. “Il risultato dello studio ha rivelato altrimenti”.

I ministeri della Salute e dell’Industria, ha aggiunto Nagata, hanno deciso di regolamentare con una legge la vendita delle lenti colorate entro quest’anno.

Secondo la legge attuale, gli ottici devono controllare la prescrizione prima di vendere qualsiasi lente a contatto, ma le lenti colorate non sono soggette a questa normativa perché considerate prodotti estetici.

Circa 30 dei 170 casi di danni alla vista sono stati causati da problemi di qualità, come la perdita di colore dalle lenti.

La maggior parte delle lenti più economiche vendute in Giappone vengono prodotte in Corea del Sud, Singapore e Taiwan.

fonte: borsaitaliana.reuters.it

olimpiadi di Pechino - ultime notizie in inglese

Un Giappone ancora ridicolo: scoprono traffico carne di balena; arrestati 2 attivisti Greenpeace

22
Jun

Scoprono un traffico di carne rubata e per questo finiscono in manette. Può succedere solo in Giappone a due attivisti di Greenpeace che per aver aperto il vaso di pandora sullo scandalo di carne rubata “in cui è coinvolto il governo giapponese, sostenitore del falso programma della caccia scientifica alle balene nell’Oceano Antartico” ora si trovano in prigione. Lo riferisce Greenpeace in una nota.

L’indagine segreta di Greenpeace, durata 4 mesi, ha fatto emergere, infatti, “le prove di un’appropriazione indebita dei pezzi migliori di carne di balena da parte dell’equipaggio della Nisshin Maru“. I pezzi di carne, fatti passare per bagagli personali, venivano venduti illegalmente. Una delle scatole, intercettata da Greenpeace per verificarne il contenuto fraudolento, è stata mostrata dagli attivisti a Tokyo lo scorso 15 maggio nel corso di una conferenza stampa, come prova della corruzione su vasta scala che arriva al cuore del governo giapponese.

L’associazione ambientalista considera il gesto del Governo “un atto di intimidazione da parte delle agenzie del governo responsabili dello scandalo”. “Il programma di caccia alle balene nel Santuario dell’Oceano Antartico è stato finanziato dai contribuenti giapponesi - ha spiegato Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - inclusi gli attivisti di Greenpeace arrestati stamattina, i quali hanno il diritto di sapere chi si approfitta dei loro soldi”.

“Il programma giapponese di caccia alle balene - ha concluso Giannì - è stato screditato a livello internazionale per la sua mancanza di credibilità scientifica, ora è stato screditato anche in Giappone per la corruzione degli operatori coinvolti che adesso cercano di vendicarsi su chi li ha scoperti. Gli attivisti di Greenpeace devono essere rilasciati immediatamente”.

tratto da: helpconsumatori.it

Olimpiadi: fiaccola, nuovi problemi per tappa in Giappone

18
Apr

Non c’è pace per la fiaccola olimpica. Il tempio buddista Zenkoji, infatti, ha chiesto di non essere più il punto di partenza del passaggio della fiaccola il 26 aprile. I monaci del tempio della città giapponese sono intenzionati a rivedere l’intero progetto dopo che il governo cinese ha preso pesanti misure contro le proteste nel Tibet. “La situazione è cambiata molto da quando abbiamo accettato l’offerta”, ha voluto precisare un funzionario del tempio. (Agr)

fonte: instablog.org

politica estera in fase di stallo per il Giappone

17
Apr

Il Giappone sta vivendo una fase di stallo in politica estera, riflesso della prolungata paralisi istituzionale che sta investendo il Paese. Il governo di Yasuo Fukuda sembra incapace di dare forma a quella ‘diplomazia asiatica’, che nelle sue intenzioni dovrebbe funzionare da bussola per orientare la condotta diplomatica nipponica.

La perdita di potere in termini di iniziativa diplomatica, assistenza allo sviluppo e peso economico sono considerati i tre fattori chiave del declino giapponese in Estremo Oriente. Un deficit di influenza che è provato dal ruolo marginale assunto da Tokyo nel negoziato sul nucleare nord-coreano, ormai monopolizzato dalla spoletta diplomatica tra Washington e Pechino. Ma i segnali che svelano l’attuale impaccio del Giappone a districarsi nell’agone internazionale non si fermano qui.

Nel suo primo tour diplomatico il premier australiano Kevin Rudd ha visitato nei giorni scorsi Stati Uniti, Europa e Cina. Tokyo ha espresso disappunto per l’esclusione, in virtù dei legami forgiati da Giappone e Australia nell’ultimo anno, con la firma di un accordo in materia di difesa e l’avviamento di trattative per la creazione di un’area di libero scambio nippo-australiana.

L’impressione è che la diplomazia asiatica di Canberra stia svoltando verso Pechino (ormai il primo partner commerciale dell’Australia), e non solo per le esperienze e inclinazioni personali di Rudd (già ambasciatore in Cina). Il premier australiano, infatti, ritiene più opportuno per il suo Paese – e per i suoi alleati – cercare di imbrigliare l’ascesa economica e diplomatica di Pechino, favorendone l’integrazione nell’attuale sistema delle relazioni internazionali (edificato e plasmato dalle democrazie occidentali al termine del secondo conflitto mondiale).

Molto in questa vicenda ha giocato anche l’atteggiamento passivo della diplomazia nipponica, incapace di aprire una linea di dialogo con il premier australiano, quando Rudd era ancora il ‘ministro degli Esteri ombra’ della opposizione laburista al governo conservatore di John Howard. Dialogo coltivato abilmente, invece, dai raffinati diplomatici cinesi, che continuano a mietere successi a spese dei colleghi nipponici. Il ruolo centrale acquisito dalla Cina nell’Asean ne è un ulteriore esempio.

Per tentare il rilancio della sua ansimante politica estera, il Giappone potrebbe sfruttare le opportunità offerte dal nuovo corso politico taiwanese. Dopo Washington, Taipei è il più importante alleato di Tokyo nella regione. A caldo, probabilmente, l’elezione di Ma Ying-jeou alla presidenza dell’isola ‘ribelle’ non avrà entusiasmato la leadership politica nipponica, per tradizione sospettosa dell’identificazione nazionale e culturale con la Cina del suo partito, il Kuomintang (Kmt). Diffidenza che, negli ultimi otto anni, ha spinto i vari governi giapponesi a stringere stretti rapporti con il presidente uscente, ‘l’indipendentista’ Chen Shui-bian, e con il suo Partito democratico progressista.

Al contrario di Chen, il nuovo presidente di Taiwan ha dichiarato la propria disponibilità ad aprire un canale di dialogo con la Cina. Come precondizione per intavolare un negoziato di pace tra i due Paesi, e giungere così in un futuro prossimo alla possibile riunificazione tra le due sponde dello Stretto di Taiwan, ma pretende da Pechino la rimozione dei missili balistici puntati sull’isola. L’ex sindaco di Taipei vincola poi ogni apertura diplomatica al miglioramento dei rapporti economici bilaterali, specialmente alla creazione di un’area di libero scambio sino-taiwanese.

Stati Uniti e Cina approvano, consapevoli che la difesa dello status quo lungo lo Stretto è per il momento la soluzione migliore per entrambi. Le prove di disgelo sono già in corso. L’incontro di sabato scorso al Forum economico di Boao (Hainan, Cina) tra Hu Jintao e Vincent Siew – il vice di Ma – è stato il contatto di massimo livello dal 1949 tra Pechino e Taipei.

Il leader del Kmt vuole proporre anche al Giappone un accordo di liberoscambio (Tokyo è il secondo partner commerciale di Taipei), da integrare con un accordo di sicurezza allargato agli Usa, con il chiaro intento di riequilibrare il potenziale riavvicinamento di Taiwan alla Cina.

Il governo Fukuda dovrà convincersi che forse è meglio collaborare con un leader taiwanese moderato, che crede nella integrazione economica come strumento per raffreddare la tensione nella regione. Per il Giappone è fondamentale mantenere una certa influenza su Taiwan, così da esercitare un fattivo controllo sulle linee di comunicazione e traffico navale tra le Filippine e Okinawa, che anche i cinesi considerano di importanza strategica, tanto da definire il quadrante marittimo interessato la ‘prima linea delle isole’.

Tokyo teme che l’eventuale riunificazione tra Pechino e Taipei possa costare la perdita di un alleato strategico: un pericolo per la sicurezza dei suoi approvvigionamenti energetici. Se Ma rispetterà però la linea della doppia apertura e dell’equo bilanciamento degli interessi nell’area, allora per il Giappone non sarà più necessario incoraggiare i sussulti indipendentisti di Taiwan. Anzi, i giapponesi potrebbero sfruttare il nuovo legame per scongiurare almeno in Estremo Oriente la propria emarginazione diplomatica.

Sul piano delle dinamiche globali, invece, è difficile immaginare uno scenario diverso da quello che vede un Giappone variabile dipendente nella futura equazione di potenza dominata dalle relazioni tra Stati Uniti, Cina ed Europa.

fonte: paginedidifesa.it

COSPLAY: DAL GIAPPONE CON FURORE

17
Apr

Sono circa 10 anni che in Italia è arrivato il fenomeno del Cosplay (il termine deriva dalla fusione dei termini inglesi di costume + gioco). SI tratta di rappresentazioni o di incontri tra persone vestite con i costumi dei loro protagonisti tratti da film, manga o altro, che ne imitano anche gli atteggiamenti (nella foto una ragazza vestita come Rei, una delle protagoniste del manga giapponese Neo Genesis Evangelion).

In Italia ne abbiamo tre filoni principali: quelli derivati dai manga giapponesi, i primi ad arrivare in Italia dal Giappone, dove questo fenomeno è nato; quelli derivati da film o telefilm di successo, tra cui spiccano i personaggi di Guerre Stellari e di Star Trek; e quelli derivati da gruppi musicali famosi, come i Kiss.

Per la prima volta, il mondo dei Cosplay viene esposto in una mostra fotografica a Milano, dal 16 al 20 aprile. E questo la dice lunga di come il fenomeno si stia espandndo anche da noi.

fonte: julienews.it

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