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In Giappone e’ allarme radioattivita’, all’indomani del terremoto che ha caustao una cinquantina di avarie nella èpiu’ grande centarle nucleare del mondo. Il governo ha infatti imposto la chiusura a tempo indeterminato dell’impianto di Khasiwazaki-Kariva dal quale sono fuoriusciti 1.200 litri di acqua radioattiva s si sono dispersi nell’atmosfera sostanze fissili come cobalto-60, iodio-129 e cromo-51. Il provvedimento e’ stato notificato personalmente dal ministro, Akira Amari, a Tsunehisa Katsumata, presidente della Tepco, la societa’ che gestisce l’impianto.
Amari ha puntualizzato che la centrale dovra’ rimanere bloccata finche’ non sara’ stato confermato con certezza che il suo funzionamento non puo’ creare pericoli e la ‘Tepco’ rischia di ritrovarsi a corto di energia per gli utenti proprio quando deve affrontare il picco di domanda stagionale.
Un centinaio di fusti contenenti scorie nucleari a basso livello di radioattivita’ che erano custoditi in un magazzino di Khasiwazaki-Kariva, si sono rovesciati e si sono aperti.
Le autorita hanno criticato la compagnia per il ritardo e l’incompletezza con cui i suoi dirigenti hanno divulgato i danni subiti dalla super-centrale, dalla capacita’ di 8.212 megawatt e munita di sette reattori.
In giornata il ciclo produttivo e’ rimasto fermo in numerosi stabilimenti del centro del Paese, sia per la penuria di energia sia per l’impatto diretto dei fenomeni tellurici, cui continuano a fare seguito frequenti scosse di assestamento. Segnalati in diverse localita’ black-out talora prolungati, che stanno ostacolando i lavori di riparazione anche negli impianti industriali. Distrutte o gravemente lesionate ottocento abitazioni, ottomila i senzatetto.