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Una giornata da dimenticare per l’esecutivo giapponese guidato dal premier Shinzo Abe. Per la prima volta in cinquant’anni, l’opposizione ha infatti conquistato la Presidenza della camera alta del Parlamento, il ministro della Giustizia e’ stato sorpreso a ricevere una ‘donazione’ sospetta e lo stesso Abe, travolto da una crisi di popolarita’, ha dovuto rinunciare a visitare il controverso mausoleo per i caduti durante il secondo conflitto mondiale, denunciato da piu’ parti come un omaggio a meri criminali di guerra.
E’ Sastuski Eda, del Partito Democratico, il presidente eletto della camera alta, dopo che nelle disastrose elezioni del 29 luglio il conservatore Partito Liberal-Democratico del premier era stato ridotto nella Camera Alta a 121 seggi su 242. “La composizione della camera e’ cambiata radicalmente”, ha dichiarato Eda nel suo primo discorso. “Stiamo affrontando una situazione che non ha precedenti”.
A riscaldare l’assemblea parlamentare presto ci sara’ il dibattito sul contestato piano del primo ministro per estendere la missione di aiuto logistico alle forze americane in Afghanistan. Il Partito Democratico e’ fermamente deciso a non rinnovare la spedizione oltre la sua naturale scadenza, il 1 novembre prossimo.
Inoltre, anche se il governo puo’ contare su una solida maggioranza nella piu’ importante camera bassa, in Giappone si moltiplicano le pressioni perche’ Abe si dimetta. Il suo partito paga il prezzo degli scandali finanziari e della cattiva gestione del sistema pensionistico. “So che molti chiedono che mi dimetta per assumermi la responsabilita’ del risultato delle elezioni”, ha detto il premier in una riunione, “ma ho deciso che debbo assumermi le mie responsabilita’ portando avanti le riforme”.