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L’associazione giapponese di Sumo ha radiato il maestro di una prestigiosa scuola di lotta, Junichi Yamamoto, per avere inflitto sevizie a un allievo di 17 anni, morto a giugno il giorno dopo un allenamento. Yamamoto, conosciuto nel mondo del sumo con il nome di Tokitsukaze, ha riconosciuto di aver colpito più volte con una bottiglia di birra il giovane principiante, Takashi Saito e ha anche ammesso che il giovane era stato colpito con una mazza da baseball di metallo da un suo compagno. Il giorno dopo il ragazzo è morto per un arresto cardiaco.
«Ha commesso un atto indegno - ha detto il presidente dell’ Associazione di sumo Toshimitsu Kotaba dopo avere personalmente interrogato il colpevole - che mina la credibilità e l’onore della nostra confraternita e che accresce la costernazione del pubblico».
Intanto proseguono le indagini della polizia sulla morte del giovane: l’autopsia non ha ancora fatto luce sull’esatta causa del decesso. Questa tragedia ha colpito il Giappone e getta un’ombra sul sumo, rivelando la violenza di un mondo dove punizioni corporali e umiliazioni sono prassi.
Il presidente e molti alti responsabili dell’associazione hanno deciso la riduzione dei loro compensi tra il 30 e il 50 per cento per i prossimi tre-quattro mesi, quale assunzione morale di responsabilità in questa vicenda. Kotaba ha anche presentato le sue scuse alla famiglia della vittima.