Giappone sviluppa chip per riconoscere tossine

Mar 21st, 2008 | By giapponenews | Category: curiosità

L’istituto nazionale di ricerca della polizia giapponese ha sviluppato un nuovo tipo di chip per l’analisi del dna, in grado di identificare quale tipo di agente patogeno è stato utilizzato in caso di attacco terroristico con armi biologiche. Grazie al microchip si ridurranno sostanzialmente i tempi necessari a identificare i virus o i batteri usati nell’attentato (a oggi la procedura richiede circa mezza giornata) e così si potranno adottare le misure protettive e la preparazione dei vaccini in tempi rapidi. Il microprocessore del Dna, che sarà inserito in un contenitore di circa cinque centimetri e conterrà informazioni su 20 tipi diversi di armi biologiche, si andrà ad aggiungere all’equipaggiamento standard delle forze di polizia nipponiche. Queste hanno già in dotazione un sistema simile che rileva l’uso di ordigni chimici a base di Sarin, Vx e altre tossine.

Il Giappone, temendo il ripetersi dell’attentato alla metropolitana di Tokio del 20 marzo 1995, nel quale i membri della setta “Aum Shinrikyo” liberarono grandi quantità di Sarin all’interno delle stazioni di tre linee sotterranee (dodici morti e 5.510 intossicati), è corso ai ripari. Da una parte è stata data la priorità massima alla ricerca di metodi per identificare il più rapidamente possibile gli agenti patogeni, in modo da circoscrivere e contenere i danni (leggi gli intossicati). Dall’altra, i più importanti laboratori del Paese hanno cominciato a sintetizzare vaccini per tutte le tossine conosciute, in modo da poter intervenire con tempestività in caso di un attacco di questo tipo.

da: ilvelino.it

One comment
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  1. Il Giappone è corso ai ripari? Priorità massima?
    E ci hanno messo 13 anni? LOL

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