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La polizia giapponese fa una brutta figura in un caso apparente di omicidio.
Il tutto comincia una mattina quando una coppia telefona alla polizia denunciando il ritrovamento di un cadavere in una foresta nei pressi di Izu (Giappone centrale).
Quindici ufficiali arrivano sul luogo dove trovano una sagoma umana avvolta in un telone di plastica.
Il corpo fu poi portato via per ulteriori accertamenti e la scena del presunto crimine sigillato dalle forze di polizia.
Nei quartieri generali della polizia si iniziava quindi i preparativi per investigazioni sull’omicidio e ulteriori poliziotti vengono mandati nelle vicinanze del ritrovamento per effettuare interrogatori. La sera stessa un giornale a tiratura locale annuncia il ritrovamento del corpo aggiungendo anche una foto del luogo del ritrovamento.
Nel mezzo pomeriggio il corpo era nelle mani dei medici per un primo esame ma quando liberarono il corpo al posto di un cadavere in decomposizione si sono trovati davanti una bambola sexy al silicone.
Nonostante nessun crimine sia stato commesso un portavoce della polizia non ha resistito nell’ ammonire il proprietario della bambola. “La bambola ha evidenti segni che dimostra il continuo uso“.
Si scoprirà poi che il proprietario che viveva da solo ha usato la bambola in silicone a scopo sessuale per diverso tempo e che ha dovuto liberarsi della scomoda presenza della bambola in quanto dei parenti venivano ad abitare con lui.
GiapponeNews.com
Ritirando la spazzatura (di notte, quì a Palermo), qualche anno fa l’equipaggio di un autocompattatore ha notato in un cassonetto un corpicino che sembrava il cadavere di un/a bambino/a piccolo/a. Avvisata la polizia, è arrivata una magistrato che ha dato un’occhiata che più rapida non si può ed ha autorizzato lo spostamento del “cadavere”… Era un bambolotto, di quelli che sembrano veri, ma pur sempre un giocattolo… Càpita: il buio, la pietà di origine femminile-materna… Ma scommetto che ancora i colleghi di quella la prendano in giro!
WOAH… Non smettono mai di sorprendermi