
19 novembre – Una notizia che sembra ripetersi ma che invece è fresca di giornata. Ulteriore violenza domestica e ulteriore dramma famigliare. Ancora genitori che non sanno fare i genitori e ancora un disoccupato protagonista di una vicenda che non dovrebbe mai ripetersi. Un uomo è stato arrestato con il sospetto di aver picchiato una bambina di tre anni, la figlia della sua convivente di 21 anni con cui vive dall’ultima primavera.
Yudai Uematsu, 24-enne e senza lavoro, ha ammesso le sue colpe e ha aggiunto: “Non voleva smettere di piangere e non ascoltava mai quello che le dicevamo… cercavano di disciplinarla“.
Nei casi simili che si susseguono, questa pare essere la scusa in comune: il bambino che non smette di piangere.
La polizia ha affermato comunque che la piccola era soggetta ad abusi sin dall’estate e che ci sono stati casi in cui non le veniva dato da mangiare fino a tre giorni di seguito procurandole sofferenze di malnutrizione.
Stando alle investigazioni la bambina è stata colpita a calci e pugni all’inizio di novembre e gli organi interni si sono danneggiati martedì mattina. La donna ha poi chiamato l’ambulanza ma la piccola è deceduta all’ospedale. Il personale dell’ambulanza, notando graffi sul corpo della bambina, ha poi chiamato la polizia.
La polizia non ha arrestato la donna perché sta per partorire il suo terzo bambino.
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