
26 febbraio – Il centro d’emergenza di un ospedale universitario di Fukuoka ha “staccato la spina” che manteneva in vita artificiale un uomo ultrasessantenne. Questo quanto emerge da una rivelazione ufficiale dell’ospedale, una rivelazione che potrebbe portare ad acceso dibattito sulla cura di pazienti che si trovano in uno stato terminale di malattia oppure senza possibilità di recupero.
L’uomo, che non mostrava alcun sintomo di miglioramento a seguito di gravi problemi respiratori, è stato dichiarato morto 13 minuti dopo l’interruzione delle macchine che lo tenevano in vita artificiale. La richiesta in tal senso è stata fatta dai famigliari del paziente.
Si crede che sia il primo caso conosciuto in cui le nuove norme del Japanese Association for Acute Medicine del 2007 sono state applicate. Queste prevedono il discontinuo dei macchinari che mantengono in vita sotto certe condizioni. “Si teme che medici possano essere incriminati per omicidio se interrompono tali macchinari; spero che il governo si muova per quanto riguarda la legislazione” commenta un medico dell’ospedale di Fukuoka.
Stando ai medici dell’ospedale, l’uomo è stato ricoverato nel centro d’emergenza dopo seri problemi di respirazione a causa di pneumonia. Era incosciente e aveva urgente bisogno di ossigeno costringendo i medici a usare, oltre al respiratore, un cuore e polmoni artificiali.
Nonostante le condizioni stabili per alcuni giorni, le condizioni respiratorie deteriorarono causando seri problemi ad altri organi rendendo difficile mantenere la pressione sanguigna.
Circa tre settimane dopo i famigliari del paziente hanno chiesto di terminare le operazioni in quanto l’uomo aveva manifestato la volontà di non essere mantenuto in vita artificiale.
Dopo aver visionato con cura le linee guida, 25 membri del centro medico hanno deciso che non ci dovrebbero essere problemi nell’interrompere il trattamento e hanno staccato il cuore e i polmoni artificiale mantenendo solamente il respiratore.
Il team medico ha rilasciato dettagliate informazioni sul paziente e sulle procedure attuate aggiungendo che l’uomo è deceduto con i suoi famigliari accanto
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